La lettera X è la più rara dell’alfabeto culinario francese. Negli indici delle ricette e nei dizionari gastronomici francofoni, la categoria « dessert in X » rimane spesso vuota. Per trovare preparazioni dolci il cui nome inizia con questa lettera, è necessario guardare alle tradizioni culinarie cinesi, mesoamericane e iberiche, dove diverse dolcezze sconosciute meritano un posto a tavola.
Dessert cinesi in X: preparazioni vegetali e rinfrescanti
La gastronomia cinese fornisce la maggior parte dei dessert autentici che iniziano con X. Queste preparazioni condividono una caratteristica comune: privilegiano le texture gelificate, le basi vegetali e i sapori delicati.
Il xingren doufu è una gelatina a base di latte di mandorla, spesso confusa con il tofu a causa del suo aspetto. La sua consistenza tremolante, simile a una panna cotta molto leggera, lo rende un dessert estivo apprezzato in diverse province cinesi. Si serve freddo, accompagnato da uno sciroppo profumato alla frutta o da bacche di goji.
Il xi gua lao si basa su un principio diverso: si tratta di una gelatina di anguria solidificata con agar-agar, una gelatina vegetale estratta dalle alghe. Il risultato è un dessert traslucido, poco zuccherato, che conserva la freschezza del frutto. Questa ricetta illustra bene la tendenza attuale verso dessert leggeri e facili da vegetalizzare.
Il xingren tang completa questo trio. Questa zuppa dolce di mandorla si consuma calda o fredda a seconda della stagione. La sua base cremosa, ottenuta dalla macinazione fine delle mandorle in acqua, la avvicina alle bevande dessert che si trovano nei dim sum cantonensi.
Questi tre dessert rimangono molto poco referenziati nella blogosfera culinaria francofona, mentre ora figurano nelle selezioni anglofone dedicate ai cibi in X. Per esplorare ulteriormente i dessert in x su L’Atelier Singulier, la lista propone anche specialità iberiche e mesoamericane.

Xocolatl: la bevanda azteca che ha generato il cioccolato moderno
Prima di diventare la tavoletta che conosciamo, il cioccolato era una bevanda speziata chiamata xocolatl. Gli Aztechi e i Maya preparavano questa bevanda a base di fave di cacao macinate, mescolate con acqua, peperoncino, vaniglia e talvolta mais. Il risultato era amaro, spumoso e consumato durante cerimonie rituali.
Lo xocolatl non conteneva né latte né zucchero. Il suo profilo gustativo non aveva nulla a che fare con un dessert nel senso contemporaneo. Solo dopo l’arrivo del cacao in Europa, zucchero e latte trasformarono questa bevanda in una preparazione dolce.
Reinterpretazioni attuali dello xocolatl
Cioccolatieri e baristi reinterpretano lo xocolatl sotto forma di tartufi speziati, bevande calde al peperoncino o ganache infuse con vaniglia e pepe. Queste creazioni si inseriscono nel movimento bean-to-bar, che valorizza l’origine del cacao e le ricette ancestrali.
Lo xocolatl funziona come un dessert a condizione di essere reinterpretato con ingredienti dolci. In versione bevanda, servito alla fine del pasto con un tocco di miele o zucchero di canna, sostituisce vantaggiosamente un caffè gourmand.
Xerém e xouba: dessert o piatti salati trasformati in dolci
Due preparazioni iberiche iniziano con X e gravitano attorno al confine tra salato e dolce.
Il xerém è un piatto portoghese a base di mais spezzato, tradizionalmente cucinato in versione salata con frutti di mare. La sua variante dolce esiste in alcune regioni: il mais viene cotto nel latte, profumato con cannella e limone, e poi servito tiepido come un porridge dessert. Questa versione ricorda la semola al latte o la polenta dolce italiana.
Lo xouba, invece, è un pesce piccolo della costa galiziana. Il suo legame con i dessert è indiretto: nella tradizione spagnola, alcune feste locali associano lo xouba grigliato a dolcezze regionali. Il collegamento è aneddotico, ma appare nelle liste di « dessert in X » che cercano di ampliare una categoria per natura molto corta.

Ricetta semplificata: preparare un xingren doufu fatto in casa
Tra i dessert in X presentati qui, il xingren doufu è il più accessibile da riprodurre in una cucina francese. Ecco gli elementi necessari:
- Latte di mandorla (fatto in casa o commerciale, senza zucchero aggiunto preferibilmente) come base liquida
- Agar-agar in polvere, che sostituisce la gelatina animale e consente una presa ferma a temperatura ambiente
- Uno sciroppo leggero a scelta: zucchero e acqua di fiori d’arancio, coulis di frutti rossi, o sciroppo di goji
- Frutta fresca per guarnire: mango, litchi o lamponi a seconda della stagione
Il principio è semplice: riscaldare il latte di mandorla con l’agar-agar, versare in uno stampo piano, lasciare raffreddare in frigorifero, quindi tagliare a cubetti. Il xingren doufu si prepara in meno di venti minuti, escluse le tempistiche di raffreddamento.
Il risultato è un dessert senza burro, senza panna e senza uova, il che lo rende compatibile con la maggior parte delle diete alimentari. La sua consistenza delicata e il suo gusto discreto di mandorla lo rendono un supporto ideale per vari toppings: coulis di cioccolato, scaglie di pistacchio o scorza di limone.
Quali abbinamenti per servire un dessert in X
La rarità di questi dessert li rende scelte originali per un pasto a tema o una cena tra appassionati di curiosità culinarie. Alcuni suggerimenti per valorizzarli:
- Il xingren doufu si abbina a un tè verde giapponese o a un muscat leggero servito freddo
- Lo xocolatl reinterpretato in bevanda dessert accompagna biscotti secchi speziati o una crostata agli agrumi
- Il xerém dolce si sposa con un vino dolce portoghese di tipo moscatel
Queste associazioni si basano su un principio di complementarità: i dessert in X, spesso discreti in zucchero e ricchi di aromi (mandorla, cacao, cannella), guadagnano a essere accompagnati da bevande che prolungano le loro note senza coprirle.
La lettera X rimane un terreno di gioco ristretto per gli amanti del gioco del piccolo bac culinario, ma i pochi dessert che si trovano aprono una finestra su tradizioni gastronomiche raramente incrociate nelle pasticcerie francesi. Il xingren doufu o lo xocolatl valgono il viaggio, tanto per uscire dai sentieri battuti del cioccolato fondente e della torta di mele.



